Non può fare male

 

Mi rannicchio.

Qua sotto.

 

Non può fare male, più male ancora di questo corpo freddo.

 

La zattera è passata, ferma di pioggia al bus-stop

si è avvelenata il legno gracchiando sull’usura del suo sale.

Corvo in tralice.

 

Non può fare male, ancora un poco, in più.

Queste lenzuola del mattino si svendono, alla sera

per ogni bel colore trapassato in blu

fondo di mare su carcasse nere

già svuotate ai pesci, i silenziosi regnanti,

abissi galleggianti di relitti

siderali

sopra il mio cuore zucchero invecchiato.

 

Mi trovo qui, per caso o per ragione,

ma non è vero che non ho paura

che limo la tempesta con le dita

 

non sono un falegname né un dentista

la bocca ripiegata in giù non fa rumore

sente il suo male mentre mi recita rosari sconosciuti

la compravendita su carta di un dolore

che non mi è stato restituito, ancora.

 

Qui giace il mare, accanto al comodino zuppo

di versi e di notizie – rotative luccicanti.

Qui canto il mantra quotidiano

l’argento che si stacca dalla pelle e voga lento

diretto all’allegria di rame di un’oasi ignota

anche al pirata più recalcitrante.

 

Ma quanto verde.

 

Mi appoggio, e lo ripeto

non è che io non ho paura

 

se il quadro è appeso storto

beccheggia il bordo della nave

 

però so mantenermi dritta, per qualche ora di sudore

so mantenermi in piedi anche spogliata, tutta

di quel che non ho saputo dare

tranne i miei gemiti furiosi

dentro la cella bianca della pelle.

 

Non chiedo, l’amore è di lontane trasparenze

si è liquefatto alla candela

si è stropicciato poveretto

(io l’ho ridotto ai miei silenzi comodi

di corridoi in sovrimpressione).

 

Serpeggiano parole, intanto che ti scrivo

e non mi danno pace

 

[è adesso!]

 

ma poi l’androne è vuoto

 

rimesta foglie come un custode

innamorato della scuola

il suo grembiule azzurro

è uguale a quello di un bambino.

 

Io imparo a sillabare la mia terra

piccola indiana seduta sul mio zelo

 

da zero una radice, forse, spunta ancora

 

mentre la luna

tristezza Candida d’avorio

dondola i suoi segreti tra i deserti

 

poi si fa ramo d’alba

e sfiora

prima di andare la sua danza, altrove.

 

Iole 28 gennaio 2012

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7 risposte a Non può fare male

  1. massimobotturi ha detto:

    forse si è qui, tutti, per una gran paura

  2. linodigianni ha detto:

    mamma mia..quante cose

  3. cristina bove ha detto:

    essere perseguitata dalle parole… conosco, senza scampo.
    ma quando le parole si allineano sulla carta in questo modo perfetto, viva la poesia!

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