Necessità

 

 

Non per peccato né per vanità

mi sono fatta cosa sotterranea

creatura traslucida, vaga nel respiro

perennemente distratta

 

roba di poco conto, insomma.

 

E nemmeno per presunzione

ho guardato il fondo

come se fosse prato

senza dignità d’erba

inoperoso affare di zolle e sassi

privo di una coerenza d’acqua, così magro.

 

Neppure mi ha sfiorato il pensiero

che quei detriti fossero la me che scrive

che legge, che cerca il verso di giorni

capovolti.

Sarei stata cordiale nemica di me stessa

se l’avessi fatto.

 

Ho ceduto soltanto alla tentazione disumana

di sopravvivere

essere l’apnea del pesce nella boccia

il ramo secco che ha svernato il suo fiore

e adesso aspetta.

 

Mi rendo conto, però, di possedere ancora

occhi, e labbra, e gambe

un desiderio inesausto di partecipare

anche alla mia prossima sconfitta

 

o al premio di una nuvola, magari,

perfetta azzurra

svagata, mentre si posa sulla fronte.

 

Così ritorno nel giardino

a fare verdi i sentieri

con le mani.

 

Iole 26 settembre 2012

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2 risposte a Necessità

  1. massimobotturi ha detto:

    un desiderio inesausto di partecipare

    anche alla mia prossima sconfitta

    …hai l’ostinazione migliore, di chi non si arrende
    un abbraccio Iole

  2. ioletroccoli ha detto:

    Grazie Massimo, ti abbraccio anch’io.

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